BIRRE ACIDE

KRIEK

La kriek è un tipo di birra belga a cui viene aggiunto succo di ciliegia (15%). “Kriek” è una parola fiamminga che identifica una ciliegia piccola, scura e amara originaria di Schaarbeek. Poiché le ciliegie Schaarbeek sono diventate difficili da trovare, alcuni birrai hanno rimpiazzato, in parte o completamente, le kriek con altri tipi di ciliegie. radizionalmente, le Kriek sono realizzate a partire da una base di lambic o di ale scura fiamminga (Flemish brown ale) a cui vengono aggiunte le ciliegie (con il nocciolo), ma non nel caso della Belgian Kriek a cui viene semplicemente addizionato succo di ciliegie. Un lambic è una tipica birra belga dal sapore aspro, la cui fermentazione, spontanea, è attivata da un lievito presente nell’aria nella regione di Bruxelles. Quando una kriek tradizionale viene realizzata a partire da una base di lambic, risulta molto aspra e molto secca. Le ciliegie vengono lasciate in infusione nella birra per diversi mesi, generando una rifermentazione dovuta agli zuccheri apportati dai frutti. Tipicamente la rifermentazione è completa e gli zuccheri vengono interamente “attenuati”; in questo modo si ottiene un aroma di frutta che non presenta dolcezza, unito ad un tono di mandorla amara dovuta ai noccioli. Dopo la rimozione dei frutti si ha un ulteriore processo di maturazione. La Framboise/Frambozen è una birra belga simile alla Kriek, durante la cui fermentazione vengono aggiunti dei lamponi.

SOUR ALE/WILD ALE

La presenza di batteri lattici ed acetici in fase di fermentazione e stagionatura dona a queste birre un’acidità variabile. Paragonabili alle Lambic, la cui fermentazione però, è del tutto spontanea. Spesso sono invecchiate in botti.
Nella categoria esistono stili ben determinati, ma anche nuove sperimentazioni che affondano le proprie origini nella storia. Il comune denominatore è l’acidità derivante sia dai tipi di lieviti utilizzati sia da alcuni tipi di batteri: in entrambi i casi la fermentazione richiede un periodo lungo che può variare da alcuni mesi a diversi anni. L’acidità, che fornisce equilibrio al posto dell’amaro del luppolo, dona freschezza e ripulisce il palato, rendendole ideali per essere abbinate a cibi grassi.

LAMBIC

Stile a fermentazione spontanea, il Lambic è una famiglia di birre molto particolari in cui a dominare è l’acidità. A qualcuno potrebbe sembrare una brutta cosa, ma in realtà sta solo ad indicare (in alcuni casi) un’asprezza impressionante, per palati non abituati, anche troppo estrema. Il Lambic tradizionale ha poca schiuma, una bassa carbonazione, un colore chiaro ed è molto dissetante.

FLEMISH

Le Flemish (birre rosse fiamminghe) sono birre prodotte nella parte occidentale delle Fiandre. Sono cugine delle “oud Bruin” Birrificio di riferimento? Uno, e uno solo: Rodenbach di Roeselare (oggi di proprietà della Palm). Caratteristica principale? Oltre al lievito, per la fermentazione, viene aggiunto il Lactobacillus che contribuisce all’acetosità della birra. In più la maturazione in botti di rovere per almeno un anno e la miscelazione, prima dell’imbottigliamento, con una birra più giovane fa nascere uno stile che si ama o si odia.

GEUZE

La gueuze o geuze è un tipo di birra a fermentazione spontanea prodotto in Belgio, tipico della regione del Pajottenland. Viene prodotta mescolando un lambic giovane (di circa un anno) ad almeno un altro più vecchio (solitamente da due a tre anni).


AMERICAN ALE

AMERICAN PALE ALE (APA)

Equilibrio e bevibilità sono le due caratteristiche fondamentali dello stile. Infatti, sono leggermente amare ma con un’adeguata presenza di malto a renderle più dolci. L’evidente presenza dei luppoli americani e del Pacifico dona a queste birre profumi agrumati, balsamici e di frutta tropicale. Il corpo medio-leggero, la carbonazione moderata e la media alcolicità (4-6%) rende questo stile uno tra i più beverini.

NEIPA

Apparso negli Stati Uniti intorno al 2011, trattasi in sostanza di un’American IPA (sotto stile della famiglia delle Ipa) dalle decise fragranze e sapidità di luppolo che elargisce toni di frutta tropicale. Dall’aspetto opalescente per il cospicuo dry hopping, le birre New England IPA (NEIPA) presentano un corpo più pieno, un gusto più morbido ed un amaro meno deciso rispetto allo stile di riferimento.
Probabilmente lo stile, anzi sottostile, più trendy del momento (2018). Conosciute anche come Vermont Ipa o Juicy Ipa, sono sufficienti tre aggettivi per descriverle: torbide, tropicali e succose.

AMERICAN IPA

Le American IPA sono le versioni moderne delle India Pale Ale inglesi, nonostante non siano sempre pale e non vengano esportate in India. Rispetto alle “sorelle” inglesi, le American IPA sono più luppolate e amare. Il colore varia da dorato medio a rosso-ambrato chiaro, con schiuma media da bianca a color crema con buona persistenza. Il luppolo varia da medio ad alto con caratteristiche di agrumato, floreale, balsamico, resinoso, speziato, frutta tropicale, frutta con nocciolo, frutti di bosco, melone, ecc. Amaro da medio-alto a molto elevato e basso-medio gusto di malto.

DDH IPA

è l’acromino di double-dry-hopped-ipa. Sono quindi quelle birre luppolate a freddo in modo massiccio a fine cottura, in fase di fermentazione e post fermentazione, che presentano un naso fragrante e fresco tipico di ciascuna delle tipologie di luppoli impiegati.

DOUBLE IPA – IMPERIAL IPA

Birra ad alta fermentazione piuttosto alcolica e luppolata, tradizionalmente prodotta con malti, luppoli e lieviti inglesi. … Le versioni più alcoliche sono chiamate Imperial IPA (o Double IPA), e possono arrivare a oltre il 9% di alcol in volume.

FRUIT IPA

Nonostante queste Ipa fossero state prodotte inizialmente solo con l’aggiunta di pompelmo e altri agrumi, ben presto i produttori hanno sperimentato diversi tipi di frutta. … Per questo ormai si parla in generale di Fruit Ipa, evitando il richiamo al solo pompelmo. Queste birre possono essere sia di gradazione leggera che corposa.

PACIFIC IPA

IPA caratterizzata dall’impiego di luppoli australiani (Enigma e Vic Secret) che le donano un profilo olfattivo agrumato, floreale e di frutta esotica. Amara, corpo medio e finale leggermente secco.

SESSION IPA

Con l’espressione Session Ipa si intendono delle IPA “leggere”, in cui la consueta potenza dei luppoli si accompagna a un tenore alcolico molto contenuto, che possiamo considerare tra il 3% e il 4,5%


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BELGIAN ALE

BLANCHE

Rinfrescanti, particolarmente dissetanti, gustose e molto leggere. Possono utilizzare anche frumento non maltato. Al palato sono leggermente acidule, fresche e speziate. Gli aromi prevalenti sono quelli di coriandolo e di agrumi.
Queste birre di frumento appartengono agli stili più conosciuti al mondo. Moderatamente alcoliche, con una lieve nota citrica, sono particolarmente adatte alla stagione estiva poiché estremamente dissetanti.

GOLDEN ALE / BLOND ALE

Di corpo medio e dalla fine complessità olfattiva, con sentori di frutta e spezie impartiti dal lievito e un leggero profumo di malto e luppolo. Palato leggermente dolce bilanciato da un amaro poco intenso. Retrogusto secco.
Realizzate per attirare i consumatori di Pils hanno un carattere quasi da Lager (bassa fermentazione). Il loro profilo pulito le rende facili da bere incontrando i gusti di un pubblico molto vasto.

SAISON/SPEZIATE

Altamente carbonate, asciutte e con un’alcolicità media (da 4,5 a 8%). I profumi fruttati dominano l’aroma e il palato, evocando sentori agrumati o floreali. La dolcezza del malto è attenuata dall’amaro del luppolo e dai sentori speziati apportati dal lievito per uno stile che risulta molto rinfrescante, leggermente acidulo, moderatamente amaro e secco.

BELGIAN STRONG ALE

È uno stile belga caratterizzato da un profilo aromatico e gustativo complesso e possente con sentori di frutta, miele, zucchero candito, lievito e spezie. Ha un corpo pieno e una carbonazione media, con finale asciutto e secco. La gradazione alcolica può andare da 5 fino a 12%. Nell’immaginario italiano sono le tradizionali “Birre Doppio Malto” o la “Birre Belghe d’Abbazia”. Complesse e con un’indole forte, richiamano l’antico insegnamento monastico. Birre d’altri tempi…

BELGIAN STRONG DARK ALE

Sono birre scure, piuttosto alcoliche (9-10 gradi) e con un profilo aromatico intenso e complesso. Il colore è giallo senapato con schiuma densa e persistente. Il sapore unisce un gradevole aroma torrefatto di cioccolato e caffè al gusto del malto. Per puntare ad elevati tenori alcoolici si usano zuccheri particolari che aumentano anche la complessità della birra. Il luppolo deve essere ben bilanciato per equilibrare l’intensità del malto. Si avvicinano molto alle Birre Trappiste.

TRIPEL

Di buon corpo ed intensamente aromatiche, con toni speziati e fruttati che si amalgamano con l’indole pulita e rotonda del malto, creando una “pozione” sorprendentemente beverina, nonostante l’alto tenore alcolico.
“Tripel” originariamente era il termine usato dai mastri birrai Trappisti del Belgio per descrivere la loro birra più forte. Oggi rappresentano in genere delle Ale forti ma pericolosamente facili da bere.

QUADRUPEL

Fragranze più intense e sapidità più robusta se paragonate alle cugine Dubbel e Tripel. Il tenore alcolico è ben percepito, così come i toni speziati e fruttati che rappresentano il gusto unico di queste birre.
Queste birre hanno origine dalla sapiente tradizione dei monaci Trappisti. Tipicamente, le Quadrupel si vestono con un abito colore bruno o rosso molto scuro. La robusta e complessa sapidità presenta solo una leggera nota amarognola.

DUBBEL

Il grado alcoolico si avvicina a 7 gradi. L’aroma è speziato con un retrogusto caramellato. Tale sapore è definito dall’uso tra gli ingredienti di maltii Pils e malti Cara. Il colore è ramato scuro per l’uso abbondante di zucchero candito scuro che ne aumenta anche il grado.


ENGLISH ALE

BITTER

Si tratta di un tipo di birra di colore ramato, o meglio ancora, ambrato come conseguenza del tipo di tostatura dei malti di cereali a carbon coke che consentono un processo meno diretto e quindi consente di controllare maggiormente il grado di temperatura del malto e ne consegue un colore diverso della birra. La birra Bitter ha un’alta fermentazione ed un grado di fermentazione che ha una percentuale che varia dai 3,2 gradi a 6,2 gradi. Ve ne sono tre tipi: Ordinary Bitters, Best Bitters e Strong Bitters, queste ultime due dette anche Extra Special Bitters.

ENGLISH IPA

Un’altra di grande qualità e sapore ci viene offerta dalla English IPA, un prodotto che viene lavorato con pochissima carbonazione, ma pur sempre dal colore ramato e con pochissima schiuma. Un mix di aromi che vanno dal miele ai profumi della terra, che danno al gusto una sensazione di amaro gradevole ed accattivante al tempo stesso. Anche per questo tipo di birra parliamo di un’alta fermentazione e di un grado alcolico che ha una percentuale che va dai 5 ai 7,5 gradi.

GOLDEN ALE

birra nata negli anni ottanta e molto bevuta dai nostri inglesi perché leggera e dai sapori che ne emergono al gusto di miele e cereali con tocchi finali luppolati e agrumati. Questa birra ha una lavorazione con una carbonazione più intensa rispetto alle precedenti e un colore più chiaro rispetto alle suddette che sono ramate. Con un’alta fermentazione presentano un grado alcolico con una percentuale che varia da 3,8 ai 5 gradi.

ALE: BROWN; STRONG E MILD

Un tipo che si discosta di netto dalle precedenti per tipologia, ma non per qualità e bontà, è una categoria che in base al periodo di fermentazione si distingueva in tre tipi: la Brown Ale, Strong o Old Ale ed infine Mild Ale. Parliamo di una birra scura, creata con una scarsa carbonazione e con un risultato che rende in bocca un mix di nocciole e frutta secca. Anch’essa con un’alta fermentazione e ognuna delle tre con un grado alcolico di differente percentuale che varia dai 3 ai 5,4 gradi.

BARLEY WINE

Un’altra alternativa di birra inglese è la Barley Wine, una birra dal colore particolare, un incrocio tra il dorato e l’ambrato, ma dall’intensa gradazione alcolica, infatti la sua percentuale oscilla dagli 8 ai 12 gradi e la sensazione che dà ai palati è un insieme di frutta, agrumi, mandorla ma di certo gradevole per i migliori palati.

SCOTCH ALES

Il mercato della birra ci offre anche la Scotch Ales, nota anche come Wee Heavy, ad alta fermentazione e con percentuale di gradazione alcolica da 6,5 a 10. Una maggiore viscosità e dolcezza rispetto alla precedente ma con note di frutta e una sensazione di burro al gusto.

STOUT PORTER ALE

Ed in ultimo, ma non come gradimento e qualità, vi è la Stout porter ale, definita come birra porter forte, per la sua intensità di fragranze, che sono forti come sapore di nocciola, cioccolato al latte, caffè che danno al gusto una piacevole sensazione e fanno accrescere la voglia di consumare questa birra inglese. Percentuale di gradazione che varia dai 4 gradi ai 5,4 gradi.


GERMAN ALE

ALTBIER

E’ una birra scura ad alta fermentazione originaria della regione di Düsseldorf e del basso Reno in Germania. Il nome Altbier, che letteralmente significa vecchia birra, si riferisce all’antico metodo di produzione che utilizza lievito ad alta fermentazione e malto scuro. Fino agli anni cinquanta, ľAlt veniva chiamata anche Düssel (da Düsseldorf), ma da quando il termine non è più un’indicazione di origine controllata, l’Altbier può essere prodotta anche al di fuori di questa regione.

BERLINER WEISSE

è una birra di frumento ad alta fermentazione dal gusto acido e a bassa gradazione. Il termine è un marchio registrato protetto dalla Associazione dei Birrai di Berlino. [1] Ha un grado alcolico di circa il 2,8 %. e un colore scuro lattiginoso. La temperatura di servizio consigliata è di 8-10 °C. Spesso è addolcita con sciroppo di lampone (di colore rosso) o di asperula (di colore verde). Le prime produzioni risalgono al sedicesimo secolo nelle regioni della Germania Settentrionale e in particolare a Berlino ha avuto un ruolo primario. Ebbe il suo periodo di maggior diffusione nel diciannovesimo secolo quando la Berliner Weisse era la bevanda alcolica più popolare di Berlino e veniva venduta in circa 700 birrerie cittadine.

GOSE (BIRRA SALATA)

Questo stile ha origine in Germania e più precisamente nella città di Goslar, in Bassa Sassonia, in cui scorre il fiume a cui la Gose deve il suo nome. Tale area geograficaera nota per le sue cave di estrazione e uno dei minerali presenti era il sale: esso, disciolto nelle falde freatiche, ha fatto sì che l’acqua usata un tempo per birrificare fosse leggermente salata, e questo ha caratterizzato da sempre le Gose. Con il declino dell’industria mineraria anche i mastri birrai si dovettero spostare da Goslar a Lipsia, e proprio lì la birra Gose divenne la birra più diffusa della Sassonia agli inizi del XX secolo. In origine erano birre a fermentazione spontanea e solo in un secondo momento gli è stato inoculato il lactobacillus che assieme a coriandolo, sale e frumento caratterizzano questo stile come lo conosciamo oggi.

KOLSCH

La Kölsch è una birra tradizionalmente prodotta a Colonia e nella regione limitrofa. È uno stile di birra tedesca ad alta fermentazione. Il suo colore è dorato e contiene in media il 4.8% d’alcool; possiede un sapore leggermente fruttato e debolmente amaro. In Germania si dice che è «l’unica lingua che si parla e si beve» in quanto anche il dialetto di Colonia, in tedesco, è detto Kölsch.

WEIZEN

Le Weizenbier sono birre ad alta fermentazione, caratterizzate dall’utilizzo di una materia prima come il frumento (in Tedesco Weizen) e quindi non solo dell’orzo. Queste birre sono tipiche della Baviera, dove per definirle si utilizza anche il termine Weißbier o Weissbier (“birra bianca”). Il frumento, nelle weizen, è utilizzato nella misura almeno del 40-50% sul totale della ricetta ed è sempre maltato, una tra le peculiarità che le contraddistingue dalle loro “cugine” belghe, le birre Blanche (o Witbier), dove si utilizza frumento non maltato. Generalmente di colore giallo paglierino opalescente, a volte ambrate, particolarmente carbonate e di gradazione alcolica moderata (4-5°), le Weizen si contraddistinguono soprattutto per il lievito utilizzato che conferisce un aroma fruttato (banana matura) e speziato (chiodi di garofano). Il luppolo, invece, qui non la fa da padrone in quanto ha il solo scopo di bilanciare il malto.


LAGER

BOCK

La Bock (anche Bockbier) è una birra lager particolarmente forte che ha origini nella città Anseatica di Einbeck, in Germania, che nel medioevo era un importante centro di produzione birraria. Il nome è infatti la storpiatura di quello della città, ma “bock” in tedesco significa caprone, e per questo molte marche hanno delle immagini di questi animali sulle etichette delle bottiglie. Le Bock originali erano esclusivamente birre scure, mentre quelle moderne possono essere scure, ambrate o chiare.

DOPPELBOCK

La Doppelbock è una specialità bavarese che fu prodotta per la prima volta dai monaci di San Francesco da Paola. Il contenuto alcolico va dal 6% a oltre il 10% sul volume. Le versioni storiche sono meno forti e più dolci, e furono considerate per secoli “pane liquido” dai monaci. La maggior parte delle versioni sono scure, anche se ne esistono anche versioni chiare: i possibili colori possono andare dal dorato al marrone scuro, con una schiuma cremosa e persistente, soprattutto per le versioni con minore contenuto alcolico. L’aroma è fortemente maltato, con un retrogusto tostato; è inoltre possibile, soprattutto per le versioni più scure, che il sapore sia fruttato o tipico del cioccolato. Al gusto la maggior parte delle versioni risultano piuttosto dolci, a causa della quasi totale assenza di luppolo; le versioni più chiare hanno un finale secco.

DUNKEL

Le dunkel, ancora più delle weizen e delle helles, sono uno stile di birra tradizionale di Monaco e sono popolari in tutta la zona rurale della Baviera. Con una concentrazione alcolica compresa solitamente tra 4.5% e 6%, le dunkel sono meno forti delle doppelbock, un altro stile di birra scura bavarese. Le dunkel non sono necessariamente nere, anzi: il colore varia dall’ambrato carico fino al marrone molto scuro.

HELLES

è uno stile di birra chiara tedesca a bassa fermentazione (ovvero una lager) prodotta per lo più a Monaco, in Baviera[1][2][3]. La parola helles è l’abbreviazione di Hellbier o helles Bier (in tedesco: “birra chiara”) Possiede tra il 4,5 e il 5,5% di alcool Il suo gusto è vicino a quello delle birre di tipo pils ma con minor aroma di luppolo e più di malto

OKTOBERFEST-MARZEN

Originaria di Monaco.Tradizionalmente veniva preparata a marzo (März), ultimo mese in cui si poteva fare birra prima dell’arrivo dell’estate, e invecchiava fino all’autunno, quando era la birra più fresca. Ma, perché resistesse alle non sempre favorevoli temperature di cantina, vennero aumentate la gradazione e la luppolizzazione rispetto alla vienna di Anton Dreher alla quale essa si rifaceva. Indubbiamente le märzen erano birre di alta qualità, non solo per il tenore alcolico, ma anche per la prolungata stagionatura, e venivano rese disponibili per la mescita al termine dei raccolti, soprattutto alla Oktoberfest. Con l’avvento del freddo artificiale decadde il divieto di produrre birra tra san Giorgio (23 aprile) e san Michele (29 settembre); ma la tipologia rimase, per conservare la tradizione e l’immagine della märzen quale regina della grande festa monacense. Pertanto, a volte, sulla stessa etichetta compaiono sia märzen che oktoberfest

PILS

talvolta abbreviata in pils, è uno stile di birra, sviluppata nella città di Plzeň (Pilsen in lingua tedesca), nella regione della Boemia in Repubblica Ceca. Si distingue dalle altre lager per il ruolo marcato del luppolo, in particolare per l’uso del rinomato luppolo Saaz (Žatec), dall’omonima città della Boemia occidentale.

RAUCHBIER

Rauchbier (in tedesco: birra affumicata) è uno stile tedesco di birra a bassa fermentazione, contraddistinto da un accentuato sapore di affumicato. Le rauchbier di Bamberga (in Baviera, Germania), e del birrificio Schlenkerla in particolare,[1][2] sono le più rinomate al mondo.


BIRRE SPECIALI

BIRRE BARRICATE

Sono le birre con affinamento temporaneo, come determinati vini, in botticelle solitamente di rovere.

FRUIT BEER(BIRRE ALLA FRUTTA)

La categoria Fruit Beer si applica a birre prodotte con qualsiasi frutto o combinazione di frutta all’interno delle definizioni indicate. Matrimonio armonioso tra frutta e birra, ma riconoscibile ancora come birra. Le caratteristiche della frutta devono essere evidenti ma in equilibrio con la birra, ma non così marcate da far pensare a un prodotto artificiale.

BIRRE INVERNALI-NATALIZIE

Si tratta di birre solitamente dal tenore alcolico elevato, adatte alle rigide temperature invernali e alle tradizionali “abbuffate” alimentari cui si è soliti lasciarsi andare durante le feste. Le Birre di Natale rientrano nella vasta categoria delle etichette stagionali e possono considerarsi una sorta di birre “vintage” o d’annata, dal momento che difficilmente si ripresentano al consumatore perfettamente uguali a quelle dell’anno precedente.

ITALIAN GRAPE ALE

Italian Grape Ale (abbreviato in IGA) è uno stile di birra aromatizzato con mosto d’uva. È una birra ad alta fermentazione, prodotta principalmente da birrifici artigianali italiani.


SIDRO

Il sidro è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione alcolica dei frutti delle mele e talvolta delle pere, i frutti di due piante coltivate delle rosacee. La sua origine in Francia e in Normandia risale al Medioevo, ma la sua invenzione è antecedente. Più del 95% della produzione mondiale di sidro è realizzata con le mele. Questa bevanda è molto diffusa nel Regno Unito, maggior consumatore e produttore al mondo in Francia (specie in Bretagna e Normandia), Spagna (dove la produzione è particolarmente concentrata nelle Asturie), Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Finlandia e Svizzera. In Italia è meno popolare ma la si può trovare nei pub di stile anglosassone e in numerosi supermercati. La gradazione alcolica varia da 2 a 7%; il sapore acidulo è conferito dalla presenza di acido malico.

BIRRE SENZA GLUTINE

Per “birra senza glutine per celiaci” si intende una bevanda alcolica a base di malto prodotta con cereali diversi dall’orzo e dal frumento.

BIRRE TRAPPISTE

Si definisce birra trappista una birra brassata da monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo. Dei 176 monasteri trappisti nel mondo,[1] solo dodici producono birra (sei in Belgio, due nei Paesi Bassi, uno negli Stati Uniti, uno in Austria, uno in Italia e uno nel Regno Unito). Solo questi dodici birrifici sono autorizzati ad etichettare le loro birre con il logo Authentic trappist product (“Autentico prodotto trappista”) che indica l’osservanza di una serie di regole stabilite dall’Associazione Internazionale dei Trappisti.